Sei nella sezione: Un quadro ...tante storie > Concorso - Scuola Secondaria classi terze
Prima di metterci al lavoro per scrivere una nostra poesia, abbiamo cercato i versi di un poeta vero che potessero in qualche modo richiamare l'atmosfera del quadro. Poi abbiamo provato noi a lasciarci trasportare dalle suggestioni di questa strana opera pittorica.
Abbiamo cominciato cercando di capire quali fossero le emozioni che ci trasmetteva il quadro: ci pareva di cogliere serenità, tranquillità e gioia. Infatti, il quadro non inquieta, piuttosto ci ha dato emozioni positive, come la curiosità, lo stupore, la stranezza.
Soprattutto l'abbiamo trovato strano, curioso. Ce lo dimostra il fatto che la casa sembra abitata, ma non c'è nessuno.
Però è come se qualcuno fosse appena uscito.
Guardando il quadro sembra che la porta dia sul mare. Così, abbiamo immaginato che si trattasse di una casa sulla spiaggia, ma che il punto di vista dell'osservatore facesse credere di trovarsi in mezzo al mare.
Osservando il cielo, si ha l'impressione che sia una bella giornata. Ancora, abbiamo immaginato che fosse solo un raggio di sole che penetra fra le nuvole.
Quindi.... ciò che sembra non è. Infatti, questo è il titolo della nostra poesia.
M' affaccio alla finestra e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano le onde.
Vedo le stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
Ecco, sospira l'acqua, alita il
vento:
sul mare è apparso un bel ponte d'argento.
Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?
(da Giovanni Pascoli, Myricae )

Chi abita qui?
E' la casa di chi?
Eccomi, sono un bambino,
sto giocando a nascondino.
Puoi sentirmi,
ma non vedermi,
son nascosto,
vieni a cercarmi!
Che bel mare!
Ma la spiaggia,
c'è o non c'è?
E' vero:
ciò che sembra, non è.
Che bella giornata!
No. T'inganni.
È un illusione:
solo un raggio birichino
che si è fatto strada,
fra le nuvole,
di un grigio mattino.
Di nuovo.
Ciò che sembra, non è.
A proposito
Sono io o sei te?
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