Sei nella sezione: Un quadro ...tante storie > Concorso - Scuola Primaria classi terze e quarte

In campagna era mattina. Tutti facevano qualcosa: i contadini aravano i campi, alcuni cani facevano la guardia alle pecore, i signori andavano al lavoro, le campane suonavano le undici, gli uccelli spiccavano il volo e il sole scaldava le case. Nel pollaio polli, galline, faraone e galli stavano ascoltando il grande tacchino che era il più saggio e diceva:
-State attenti! Nei dintorni si aggirano una volpe e una donnola. La volpe si chiama Affurbina e la donnola Ghina.
Pino, un pollo molto distratto, non stava ascoltando. Tigro, un gatto tutto tigrato e dall'aspetto furbo, avvertì Pino di stare attento ai racconti del saggio tacchino; Pino non gli fece caso.
La donnola Ghina, che stava osservando nascosta dietro a dei sacchi di granoturco, vide il gatto che aveva avvertito Pino. Ghina lo riferì alla volpe Affurbina che le disse:
Io uccido il gatto, così tu puoi uccidere più facilmente quel pollo distratto.
Così il povero Tigro fece una brutta fine e Pino fu divorato pochi minuti dopo da quelle due imbroglione.
Intanto tutti stavano cercando Pino, perfino Giovanni, il padrone del pollaio, che voleva arrostirlo per festeggiare il Natale. Durante le ricerche Giovanni vide la volpe e la donnola, così capì che erano state loro a causare la scomparsa del pollo.Più tardi chiamò i suoi tre amici cacciatori armati di doppiette e accompagnati da cinque cani da caccia.
Il giorno dopo partirono per la caccia, ma inutilmente, perché non trovarono tracce di Affurbina e di Ghina. Dopo due settimane tornarono a casa e dissero a Giovanni che non avevano trovato niente.
La volpe e la donnola infatti si erano nascoste in un granaio abbandonato. Lì avevano deciso di prendere il treno numero settantasette e di viaggiare fino in un altro luogo per non rischiare la propria pelle. Così, all'alba di giovedì, partirono, tutte contente di visitare un nuovo paese.
Dopo tre giorni scesero dal treno distrutte e affamate.
Successivamente sentirono un profumino provenire da un ristorante di nome "Il gambero rosso".
Decisero di entrare e videro un buffet a base di pesce e di selvaggina.
Affurbina rubò una coscia di cinghiale, mentre Ghina prese un pesce. I clienti spaventati scapparono, tranne Junior, il capo del locale, che le minacciava con una pentola.
La volpe e la donnola fuggirono e, dopo aver attraversato una piazza piena di bambini che giocavano, si trovarono al porto dove salirono su una nave che stava salpando.
Si nascosero dentro la stiva e dormirono su alcuni sacchi, fino a quando furono svegliate dall'allarme che avvisava che la nave stava affondando. Quindi Affurbina e Ghina caddero in acqua e videro coralli, astici, scorpioni, granchi e altre creature del mare. Continuando a nuotare giunsero a un'isola, dove videro una zingara addormentata con a fianco una giara piena di provviste.
Subito le due imbroglione affamate le rubarono il pranzo e con la pancia piena si inoltrarono nella giungla, dove videro alcune scimmie che mangiavano arance selvatiche.
C'era anche un pappagallo che continuava a parlare e a osservare le due fuggiasche,finchè le scimmie si accorsero della loro presenza e cercarono di assalirle. Nello scontro Affurbina e Ghina ebbero la meglio, uccisero tutte le scimmie e si misero in fuga.
A un certo punto incontrarono un'incantatrice di serpenti che suonava il flauto e le chiesero informazioni. L'incantatrice disse loro di continuare per quel sentiero che le avrebbe portate al treno numero settantasette,consigliò di proseguire con cautela perché il percorso era pieno di trappole.
Senza nemmeno salutarla le due bestiole si incamminarono per il sentiero, poi salirono sul treno che le riportò al loro paesino natale, dove rimasero per il resto della loro vita, ma senza più dare la caccia a polli e gatti.
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