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John s' incamminò verso la spiaggia.
Arrivato vicino alla riva si sedette su uno scoglio: triste e pensieroso osservò il mare.
Si passò una mano fra i capelli scuri, pensando a quanto si sentiva solo.
Le nuvole in cielo si spostavano lentamente, fino a coprire il sole.
Cominciarono a cadere delle gocce di pioggia fredda, così si alzò e si incamminò verso casa; poi la pioggia cominciò a scendere fitta e John si mise a correre, mentre l'aria intorno a lui diventava pian piano sempre più gelida.
Il giorno dopo a casa sua arrivò una lettera del suo amico Andrea, che chiedeva se poteva trascorrere le vacanze da lui.
John gli rispose di sì.

Passò un mese prima che John andasse alla stazione ad aspettare il suo amico.
Finalmente si sentì il fischio del treno e davanti allo sportello vide Andrea, pronto per scendere.
John cominciò a gridare il nome dell'amico per farlo scendere nella direzione giusta.
Correndo, ad un certo punto, si scontrò con una ragazza e tutti e due caddero a terra:
Stia un po' attento! disse la ragazza, raccogliendo le sue cose che si erano sparpagliate attorno.
Mi scusi, non l'ho vista le rispose dispiaciuto John.
La osservò con attenzione: aveva i capelli biondi e lisci, un viso dolce ed era vestita con un abito molto elegante
John subito se ne innamorò.
Devo andare incontro al mio amico borbottò.
John si fermò ancora un attimo a osservare i suoi occhi azzurri:
Beh, arrivederci. disse la ragazza.
Arrivederci sussurrò John e si rimise a correre.
John e Andrea andarono a casa su un antico calesse.
Ma perché sei così triste? chiese Andrea all'amico.
Mi sento solo
gli rispose John.
Il giorno dopo i due amici andarono a una festa in paese: c'erano lunghi banchi con sopra molte prelibatezze e vicino ad esse, un gruppo di musicisti che suonava.
Al centro le persone danzavano in cerchio e tra di queste c'era quella ragazza
John la vide: portava un lungo vestito marrone ricamato, un cappello abbinato e dei guanti di pizzo.
John andò a bere dell'acqua e lì lo raggiunse lei:
Salve! disse John cercando di fare amicizia.
Salve! salutò lei.
A proposito, non c'eravamo presentati, io mi chiamo Clarisse - continuò la ragazza.
Io John e si strinsero la mano.
Vuole ballare?
Non ho un compagno
disse la ragazza.
Bene! pensò compiaciuto John.
Andarono al centro ed iniziarono a danzare.
Da quel giorno si frequentarono, perché ormai erano diventati amici.
Finchè un giorno John portò Clarisse sulla spiaggia, dov'era andato quando si sentiva solo e malinconico:
Che meraviglia! disse Clarisse osservando il mare calmo.
Sì
è vero. rispose John.
La ragazza si sedette su uno scoglio vicino a lui e guardò il cielo colorato di arancione e rosa chiaro.
Nel cuore di lui non c'era più malinconia, ma gioia e amore, si sorrisero e camminarono lungo la riva.
Poi tornarono a casa, tutti e due felici di essersi incontrati.
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