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L'attesa

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All'inizio del 1900 a Parigi viveva un ricco imprenditore di nome Jacques insieme alla sua famiglia: la madre Leila, la moglie Vanessa e la figlia Alexandra. Era un uomo alto, magro e biondo, e pur avendo molti soldi era umile e disponibile.
Purtroppo, man mano che il tempo passava, il lavoro nella sua azienda cominciò a scarseggiare, finchè un brutto giorno fallì definitivamente e si trovò solo con un mare di debiti.
Meditò a fondo sui suoi problemi e alla fine, sebbene a malincuore, decise di lasciare la famiglia. Partì con i pochi risparmi rimasti in cerca di fortuna in un paese lontano.
Una mattina la moglie si alzò, convinta di trovare il marito, ma vide solo una lettera sul tavolo scritta da Jacques nella quale spiegava il motivo della sua partenza improvvisa.

Friedrich: L'attesa

Nella lettera c'era scritto che era partito insieme ad alcuni compagni per raggiungere New York dove avrebbe potuto trovare un nuovo lavoro per poter mantenere la sua famiglia, inoltre lasciò l'indirizzo dell'azienda a cui era diretto. Vanessa, disperata, lo riferì subito alla suocera e alla figlia che rimasero scioccate dalla notizia. Dopo un momento di grande sconforto decisero di impegnarsi per trovare un lavoro: la moglie, che aveva la passione per la cucina, riuscì a trovare un'occupazione come cuoca in una locanda; la madre diventò donna delle pulizie e la figlia, molto studiosa e diligente, cominciò a tenere qualche ripetizione.
Le tre donne si impegnarono moltissimo e in poco tempo e con molti sacrifici raggranellarono una discreta somma di denaro.
Una banda di ladri lo venne a sapere e pianificò una rapina nei loro confronti che erano rimaste senza un uomo che le proteggesse.
Credendo che la casa fosse vuota, entrarono silenziosamente e, dopo aver controllato ogni angolo, intravidero, nascosto da alcuni libri, uno scrigno di legno chiuso da un lucchetto. All'improvviso sentirono un rumore e si fermarono per capire che cosa stesse succedendo: Vanessa era ancora in casa e si stava preparando per andare al lavoro. Non appena la donna vide i malfattori non resistette allo spavento e cadde a terra priva di sensi; i ladri ne approfittarono per scappare con il bottino.
Quando Leila e Alexandra rientrarono, trovarono la povera donna svenuta sul pavimento, cercarono di aiutarla e nel momento in cui Vanessa si riprese raccontò l'accaduto. I loro cuori si riempirono di malinconia e profonda solitudine. Scoppiarono in lacrime e gli parve di aver perso ogni speranza, inoltre Vanessa non voleva avvisare la polizia del furto perché aveva paura che i ladri avrebbero potuto vendicarsi.
Riflettè un po' e decise di scrivere una lettera al marito per sollecitarne il ritorno. Passò molto tempo ma non si ebbero notizie e alle povere donne sembrò che la vita non avesse più senso. Finalmente, a distanza di parecchie settimane arrivò una lettera di Jacques: entro un mese sarebbe ritornato con una cospicua somma di denaro.
Nei cuori delle donne si accese una piccola speranza e, da quel giorno, tutte le sere si recavano alla spiaggia dalla quale era partito l'uomo. Erano solite sedersi sugli scogli: speravano e pregavano in una lunga attesa. Infine, dopo trentacinque sere all'orizzonte scorsero i velieri di Jacques e dei suoi compagni. I loro cuori ebbero un sussulto di gioia. Si abbracciarono e tra lacrime di commozione si raccontarono le vicende accadute.
La famiglia che si era riunita non si divise mai più e continuò a vivere felice per tutta la vita.



Aggiornato il 19 mag 2012 | isticomomo@genie.it

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