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La leggenda di Halloween

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Allora sentii che non c'era,
che non ci sarebbe mai più …
La tenebra vidi più nera,
più lugubre udii la bufera …
umb … uuub … uuub …
Venia, come un volo di spettri,
gridavano ad ogni empito più:
un fragile squillo di vetri
seguiva quelli ululi tetri …
uub … uuub … uuub …
Oh! Solo nell' ombra che porta
quei gridi … (chi passa laggiù?)
Oh! Solo nell' ombra già morta
per sempre … (chi batte alle porte?)
Uub … uuub … uuub

C.D. Friedrich: Abbazia

Ciao, sono Bob, ho 16 anni. In genere non sono uno di tante parole, ma stasera voglio provare a raccontarvi una storia, una storia strana, una storia tetra, una storia… Ma voglio procedere con ordine. Dunque… La sera di Hallowen decisi di invitare un gruppo di amici per andare nel bosco a perlustrare il cimitero abbandonato. E' una cosa da halloween no? Bene. Eravamo in 6: Rico, Jonny, Sally, Britney, Lola ed io naturalmente - ci piaceva darci nomi inglesi. Ci faceva sentire più…più. Bah, non so cosa ci facesse sentire. E' la moda e basta. Dunque: per farci compagnia, ma anche per avere meno…fifa, decisi di portare con noi anche il mio fido husky di nome Rambo. Tra parentisi, volete sapere perché l' ho chiamato Rambo, proprio come il personaggio del film? Perché è un cane super: muscoloso, coraggioso ed avventuriero, caratteristiche che non guastano, soprattutto in un vecchio cimitero di notte, anche se di fatto non farebbe male a una mosca!
E quella notte era proprio una notte tetra: c'era una fitta nebbia che rendeva l' atmosfera ancora più spettrale ed in cielo la luna piena era seminascosta dalle nuvole. Diciamo che ad andare nel bosco - quella sera - c'era il rischio di farsela un po' sotto !Comunque… partiamo:
31 ottobre, ore 20:30. Io e la mia squadra, soprannominata per l'occasione "zombie" partimmo per avventurarci nel bosco, seriamente intenzionati a perlustrare il cimitero. Un' antica leggenda raccontava di un gruppo di strani monaci che ogni anno, la notte di Hallowen, si riuniva in quel cimitero, per invocare gli spiriti maligni.
Percorrendo il sentiero nel bosco, si sentiva un sinistro fruscio di foglie, che compariva a intermittenza. Rico, burlone come sempre, per spaventare le ragazze, prese il suo serpente di gomma e lo gettò per terra. Fu così che le donne del gruppo si misero a gridare a squarciagola, pensando che fosse vero, ma forse avrebbero gridato comunque, anche se si fossero accorte che era di gomma. Le ragazze gridano per il gusto di gridare! Il vero fruscio, però, continuava e continuavamo a non capire come mai mantenesse una precisa frequenza intermittente. Di fatto, però, non ce ne preoccupavamo più di tanto. Anzi!
Dopo un' altra serie di scherzi, arrivammo a destinazione. Al cimitero la nebbia si era fatta ancora più fitta, e quindi il buio regnava sovrano. Si sentivano, però, distintamente, degli strani tac tac! Scoprimmo che era Rambo che sbatteva i denti. So di avervi detto che è un cane coraggioso, ma quell'atmosfera doveva averlo turbato. Strano, molto molto strano. Intanto procedevamo e gli alberi attorno sembravano mostri con tante braccia, pronti a mangiarci!
Ad un certo punto, iniziammo a sentire un vocio lontano, quasi una specie di coro di chiesa. Si trattava di uno strano :<Ooooooooohhhhhhh>>. Strano, molto molto strano. Poco dopo, dalla nebbia sbucarono dei monaci: indossavano una lugubre tunica nera. Stavolta avevamo davvero paura. Si trattava dei monaci della leggenda? Il buio era rischiarato solo da una debole luna. Non riuscivamo a vedere bene. Provammo ad avvicinarci. Per quanto i nostri cuori battessero più velocemente del solito, qualcuno non scartò la possibilità che forse potesse trattarsi di ragazzi come noi, in cerca di emozioni innocue. Finché Jonny tirò fuori una macchina fotografica. Dove l'avesse tenuta sino a quel momento, ancora non lo sappiamo. Comunque, la usammo come fosse un binocolo, azionando lo zoom per avvicinare il nostro soggetto. Il fatto è che era troppo buio per vedere qualcosa, ma ad un certo punto la luce della luna si fece più nitida, la nebbia si diradò e … attraverso il mirino si vedeva … ma sì, si poteva scorgere … che i monaci portassero … fantastiche scarpe sportive di quelle solitamente usate dai ragazzi della nostra età, o meglio … da quelli che potevano permettersele. Era chiaro ormai che si trattava di un altro gruppetto di perditempo, come noi, d'altronde. Che fossero i nostri amici che volevano farci uno scherzo? Allora mandammo Rambo all'attacco per spaventarli, per quanto il mio cane non sia un genere di quelli che mettono la pelle d'oca. Di fatto, colti di sorpresa nel cuore della notte, in quel paesaggio sinistro, un cane fece l'effetto di un lupo mannaro. I sedicenti monaci cominciarono a gridare, anche a imprecare contro chi aveva avuto la malsana idea di andare nel bosco quella sera, passarono alle mani, si spintonarono a vicenda e, infine, caddero uno sull'altro, dimentichi di saio e cappuccio. Come previsto, si trattava di compagni di scuola che erano al corrente della nostra idea di andare la notte al cimitero abbandonato.
Non ci restava che unire i due gruppi. Potevamo metter su un convento! Avevamo intenzione di continuare la nostra perlustrazione, così proseguimmo in mezzo alle tombe ed alle lapidi fino ad arrivare alla chiesa diroccata. Mancava il tetto e i pochi muri rimasti parevano sul punto di sgretolarsi o forse sarebbe meglio dire di decomporsi, tanta era l'umidità che li divorava! Ad un certo punto sentimmo un "ooooooohhhhh" che ci fece rabbrividire di nuovo. Eravamo in dieci, ma si sa che in certi casi, l'unione non fa la forza, ma ingigantisce la fifa!!!|Un attimo di silenzio, poi un altro "ooooooohhhhh". Accidenti! La paura cominciava a farci strabuzzare occhi e orecchi. E se stavolta fossero stati veramente i monaci della leggenda? Restammo tutti per un po' in religioso silenzio in attesa di un altro raccapricciante lamento. Poi Jonny, timidamente esclamò :<<Mi è arrivato un messaggino!>> . Ebbene sì, quegli strani lugubri strascicati lamenti erano la suoneria dei messaggini di Jonny! Non vi dico il coro di imprecazioni che gli abbiamo mandato!! Ancora una volta, comunque eravamo salvi, ma la sensazione durò poco, perché di lì a qualche minuto… un fruscio, un calpestio, un brontolare sommesso ci paralizzò di nuovo. Lentamente qualcosa stava muovendosi dietro i cespugli. Un uomo? Un animale mostruoso? Un marziano? No. Era Antonio, il più secchione della scuola che voleva dimostrare a se stesso e al mondo intero che i secchioni sono anche uomini, uomini con la u maiuscola, impavidi davanti al pericolo… se non che… Antonio - gli possiamo lasciare il nome italiano perché un secchione con un nome come Jack o Mattew non è un vero secchione - aveva trovato lì vicino i resti di un falò di un'altra festa e fra questi c'era una bottiglia di vino. Un po' per il freddo, un po' per la paura, un po' per la stupidità di un secchione se l'era bevuta tutta e adesso se ne stava accartocciato sotto il cespuglio a emettere terrificanti rutti alcolici al chiaro di luna.



Aggiornato il 19 mag 2012 | isticomomo@genie.it

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