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Lontano dal paese e persa tra le campagne c'è una fattoria che ospita una quantità immensa di animali da cortile. Un giorno il sommo tacchino riunì
Tutti i galli e i polli e comunicò che una volpe si aggirava nei dintorni alla ricerca di tenere prede.Un pollo ignorante e presuntuoso non diede ascolto al tacchino, uscì dal portone, non accorgendosi che la volpe lo stava spiando. Essa era un bell'esemplare, aveva il pelo di una tonalità rosso vermiglione che faceva contrasto con il bianco perla dei canini, affillati come una spada, con cui si avventò sullo sprovveduto pollastro uccidendolo.
Con la preda in bocca raggiunse lo stagno dove incontrò il gatto con cui ave va complottato la cattura del pollo. I due se lo divisero in parti eque e mentre se lo gustavano, alla fattoria i contadini ordinarono ai propri cani di cercare la volpe.
Nonostante si fossero dati molto da fare, non trovarono traccia del furbo animale.Ad un tratto i cani si allontanarono dai campi e si diressero allo stagno, i contadini li seguirono.
Con grande stupore videro la volpe e il gatto che si stavano dividendo i resti dello sfortunato pollastro.
I contadini si arrabbiarono talmente che iniziarono a colpire con le pale i due furfanti, che, tuttavia, riuscirono ancora una volta a fuggire tra i campi.
Il sommo tacchino, giunto alla fattoria,informò i familiari che il pollo era defunto poiché era capitato tra le grinfie dei due scaltri compari.
Trascorso un po' di tempo, i genitori dello sfortunato pollastro ebbero un altro figlio, che diventò un grazioso galletto ruspante.
Non dimenticarono mai il loro primogenito morto per una disavventura.
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